Importanza dell'attività fisica per gli anziani in RSA e non

A cura delle Dott.sse Clara Salmoiraghi Fisioterapista e Ilaria Di Sante Psicologa del Centro Polifunzionale Villaggio Amico.

Milano 2 Giugno – Il movimento rappresenta un bisogno naturale e primario in tutte le fasi della vita dell’uomo, partendo dalla crescita del bambino, passando per lo sviluppo durante l’età adulta e infine affrontando l’incedere dell’invecchiamento.

L’anziano, a causa di una ridotta omeostasi e di una lenta involuzione delle funzioni organiche, risponde meno efficacemente ai cambiamenti ambientali ma tuttavia compensa le proprie perdite con la ricerca di nuovi equilibri.

L’invecchiamento è un processo fisiologico, ma anche plastico; tra i fattori di stimolo della longevità, il movimento è senz’altro quello che si è mostrato maggiormente capace di modificare gli aspetti sia quantitativi della lunghezza della vita sia qualitativi delle capacità e dell’autonomia.

L’attività motoria regolare e misurata rappresenta un valido alleato nel mantenere efficienti le proprie funzioni e ritardare gli effetti negativi del tempo.

Evidenze scientifiche attestano come il movimento razionale e strutturato abbia un effetto benefico a diversi livelli: fisiologico, poiché regola il controllo metabolico e ormonale, stimola le funzioni respiratorie e cardiocircolatorie, sollecita la rielaborazione degli schemi corporei, affina le capacità coordinative e propriocettive, migliora la qualità del sonno e aumenta la soglia di tolleranza al dolore; psicologico, poiché allenta le tensioni muscolari ed emotive, migliora il tono dell’umore e combatte la depressione grazie al rilascio di endorfine e serotonina, stimola le funzioni cognitive, rafforza l’autostima e aumenta lo stato generale di benessere; preventivo, in quanto riduce il rischio di sviluppare malattie quali ipertensione, osteoporosi, dislipidemie, diabete, obesità, cardiopatie, ictus; socio-relazionale, poiché offre occasioni di confronto e collaborazione, stimola l’integrazione, promuovendo nuove amicizie e rafforza l’immagine positiva ed attiva dell’anziano.

Se praticare attività fisica giova alla persona anziana, a maggior ragione rappresenta un elemento fondamentale che dovrebbe far parte dello stile di vita di una persona anziana ricoverata, che spesso si ritrova a convivere con una o più patologie.

Quando l’anziano viene accolto in una Residenza Sanitaria Assistenziale, viene definito un Progetto Riabilitativo Individuale che costituisce l’insieme di proposizioni elaborate per il miglioramento o il mantenimento psico-fisico.

Dopo un attenta valutazione degli specialisti, nella maggior parte dei casi, viene stabilito un programma motorio riabilitativo e/o ludico.

Questo progetto deve tener conto dei bisogni del paziente, delle abilità residue e recuperabili, oltre che a fattori ambientali contestuali e personali.

Possiamo quindi affermare che il programma riabilitativo si “veste su misura” sul singolo paziente, si adatta alle proprie condizioni psico-fisiche e tiene conto delle proprie risorse.

Nello specifico la valutazione fisioterapica tiene conto non solo dell’anamnesi prossima e remota, ma anche dei punteggi ottenuti dalla somministrazione di scale specifiche, per individuare le capacità di equilibrio e deambulazione e il grado di rischio cadute.

Anche pazienti allettati, che necessitano di totale dipendenza in tutte le attività di vita quotidiana e che possiedono risorse limitate, devono essere inclusi in un programma di attività fisica, al fine di prevenire ulteriori danni secondari all’allettamento prolungato.

Per questa tipologia di utenti generalmente è previsto un programma fisioterapico a frequenza bisettimanale di controllo/aggiustamento posturale a letto, mobilizzazione passiva globale, e laddove possibile, training ai cambi posturali.

Per questi pazienti, spesso a rischio di isolamento sociale, il trattamento fisioterapico rappresenta anche un’occasione di relazione e confronto, attraverso la comunicazione e la stimolazione non solo verbale, ma anche visiva e tattile.

Tutti gli altri utenti che hanno la possibilità di muoversi all’interno della struttura, possono usufruire di un ambiente appositamente predisposto e attrezzato, la palestra riabilitativa, dotata di cyclette, pedaliere, scale, lettini, parallele, ostacoli, spalliera, tappeti e piccoli attrezzi quali palle, elastici, pesi, cerchi, clavette, bastoni.

Gli ospiti più autonomi tendenzialmente accedono al servizio riabilitativo tre volte a settimana, la durata del singolo trattamento è di un’ora e sono seguiti costantemente da un fisioterapista di riferimento. Pazienti che già possiedono o hanno riacquistato il loro massimo grado di autonomia motoria, anche tramite l’utilizzo di un ausilio, necessitano di un programma volto a favorire il mantenimento di tali capacità.

Fonte: http://www.milanopost.info/2017/06/02/limportanza-dellattivita-fisica-per-anziani-ricoverati-in-rsa/